Claves Logicae nel Raziocinio

Est actus quo mens ex cognitione unius veritatis ad cognitionem alterius veritatis pervenit, ope alicuius cogniti medii.
E’ l’atto per cui la mente dalla conoscenza di una verità perviene alla conoscenza di un’altra verità, avvalendosi di un termine medio.

Est argumentatio in qua ex duobus propositionibus simplicibus certa forma dispositis, tertia necessario sequitur.
E’ l’argomentazione nella quale da due semplici proposizioni disposte correttamente segue necessariamente una terza.

 

I due principi logici del sillogismo:

Principium de omni: Quidquid affirmatur de aliquo subiecto universaliter distributive sumpto, affirmari quoque debet de omni inferiore eius.
Ciò che è affermato di un soggetto considerato in senso universale e distributivo deve essere affermato di ogni subalterno.

Principium de nullo: Quidquid negatur de aliquo subiecto universaliter distributive sumpto, negari quoque debet de omni inferiore eius.
Ciò che viene negato di un soggetto considerato in senso universale deve essere negato di ogni suo subalterno.

 

Le otto regole del sillogismo:

Terminus esto triplex: maior, mediusque, minorque.
I termini devono essere tre: maggiore, medio, minore.

Latius hos quam praemissae conclusio non vult.
I termini non devono avere nella conclusione un estensione maggiore di quella che hanno nelle premesse.

Nequaquam medium capiat conclusio oportet.
E’ necessario che la conclusione non riporti mai il termine medio.

Aut semel aut iterum medius generaliter esto.
Il termine medio almeno una volta deve avere un estensione universale.

Utraque si praemissa neget nihil inde sequetur.
Da due premesse negative non consegue niente.

Ambe affirmantes nequeunt generare negantem.
Due proposizioni affermative non possono generare un proposizione negativa.

Nil sequitur geminis ex particularibus unquam.
Niente può conseguire da due premesse particolari.

Peiorem sequitur semper conclusio partem.
La conclusione segue sempre la parte peggiore.

 

Le tre figure del sillogismo

Sit minor adfirmans, maior vero generalis.
La minore deve essere in forma affermativa e la maggiore deve essere universale.

Una negans esto, nec maior sit specialis.
Una delle due deve essere in forma negativa e la maggiore deve essere universale.

Sit minor adfirmans; conclusio, particularis.
La premessa minore deve essere in forma affermativa; la conclusione deve essere particolare.

 

Il sillogismo sofistico

  • Fallacia aequivocationis. Si verifica quando un medesimo termine è usato secondo un molteplice significato. Es. Pianta (albero); pianta del piede, pianta (grafico); uno potrebbe dire che l’uomo ha radici ecc...
  • Fallacia sensus divisi et compositi. Si dà quando due cose non possono verificarsi simultaneamente nel medesimo soggetto, ma separatamente sì. Es. Chi beve, ha sete. Dunque chi beve non si disseta.
  • Fallacia accidentis. Si verifica quando si applica al soggetto ciò che compete semplicemente all’accidente. Es. Carlo ha dita agilissime - oppure ha un naso ben fatto, dunque è un tipo affascinante.
  • Fallacia petitionis principii. Si ha quando si pone come premessa ciò che ancora si vuol provare. Es. Carlo non è un idiota, dunque sa il fatto suo.
  • Fallacia non causae ut causae. Si ha quando si pone come causa un fatto che è solo una circostanza o una condizione. Es. Se apro la finestra, ho la luce. Dunque la finestra è causa della luce.
  • Fallacia plurium interrogantium ut unius. Si ottiene quando si chiede una sola risposta a più domande prese in una. Es. Il miele e il fiele sono dolci?