LA
PENNA MAESTRA
La rondine
extracomunitaria
Con diligente studio,
con assidua premura e con una certa spesa, sono riuscito a fare
di un vecchio granaio una specie di "stanza poetica".
I ragazzi che vi salgono l'hanno chiamata semplicemente la stanza
di Vanni della Melagrana.
Ora è accaduto
che da queste parti sono approdate, non si sa perché
proprio quest'anno, moltissime rondini. E' successo che, a lavori
ultimati, sono andato a chiudere la finestra orientale; ed eccoti
una rondine che viene verso il vetro e ritorna dimostrando un
vero disappunto per la cosa; come riapro, lei entra e squittisce
vivacemente. Pensa e ripensa, decido di lasciare aperto: vuol
dire che cercheremo di convivere insieme.
Nel pomeriggio io mi
distendo sull'amaca cercando la mia amazzonica quiete, ma è
proprio lei che ha qualcosa da dire sulla mia presenza. Dondolando
dondolando, mi metto a guardare questo bellissimo e simpaticissimo
volatile e mi provo a parlare così:
"Piccola rondine,
tu stridi e mi sgridi. Ma che cerchi? Non vedi che ti ho aperto
casa? Pretenderesti che me ne vada io? Sei insistente come un
marocchino, sei petulante come un albanese. Rondine marocchina,
lo sai o non lo sai che il ministro Martelli ha deciso di rispedirti
entro sei mesi se non ti sistemi? Però, via, io non ti
mando, rondine extracomunitaria.
Hai cercato asilo politico, direi, quasi in Vaticano; vicino
a questa chiesa che sembra piacerti davvero, come sta scritto:
'Il passero e la rondine trovano il loro nido e il posto per
i loro piccoli, presso i tuoi tabernacoli,
o Signore'. Per questo io non ti mando via e se tra sei mesi
partirai davvero, quando ritornerai per la prossima primavera,
tu troverai questa finestra aperta".
L.M.