LUCIANO MARRUCCI
Novelle, Racconti, Piccole Storie
 





Avemmaia
Preghiere per i piccirulli


Fate festa con me!


C'è posta per te!



La penna
maestra


Vanni della
Melagrana


Teatro

Nova Abbazia


La nostra
"Galleria"



 

Caro bambino, cara bambina,
a te che reggi la penna e scrivi su un quaderno a righe. Questo spazio è riservato proprio a te.
Puoi scrivere qualche impressione personale, o anche qualche commento sulle cose che trovi in questo sito. Ti è dato di entrare in qualche modo nel grande web.
Come fare?
Scrivi su una pagina, ma in parole chiare, non più di 100 parole. Non è che devi aspettarti una risposta, ma se la cosa merita, troveremo un posticino proprio per te.
Puoi inviare per e-mail, una tua pagina colorata e anche in questo caso, faremo di tutto per pubblicarla; ma deve avere un significato attuale, vale a dire, deve riguardare un fatto di oggi che interessi a tutti. Passa la voce e tutti insieme fate un tam-tam, il tam-tam, è un segnale che trapassa la foresta, ma può funzionare anche da noi, quando dei bambini si passano la voce l’uno con l’altro.
E' importante che tu firmi con il tuo nome e cognome quello che mandi, indicando anche il nome della scuola che frequenti. Ciao!

graziella.biscontri@libero.it

Diversi anni fa, tenni qualche lezione ad una scolaresca sulla esistenza e sulla presenza di Dio.
Ecco, di seguito, una relazione di quell'esperienza. L.M.

Sulle tracce di Dio
Riflessioni e testimonianze sull'esistenza di Dio.

Siamo circondati da meraviglie! Le lezioni ai ragazzi delle elementari sono diventate un tema svolto con le parole e con le cose. Qui e altrove (ma non dovunque, io penso) è ancora possibile fare catechismo con le cose.
Ad un certo punto, questo ho fatto, ho aperto una finestra e mi è bastato allungare un braccio per strappare un piccolo ramo di un gran cedro che cresce nel giardino della scuola.
L'obliqua, verde palizzata delle foglioline di questo ramoscello riproponeva in miniatura la figura di un grande albero. Ecco, questa è una cosa presa per caso: una piccola meraviglia a portata di mano, non c’è che dire. Ed ora osserviamola bene! Giusto: si può solo osservare ed ammirare. Nessuno potrebbe fare una cosa del genere. Voi lo capite al volo; ma anche quelli che ci studiano sopra sono d’accordo nel dire che nessuno potrebbe fare una fogliolina come questa.
Più facile un grattacielo.
Dentro le cose c'è pensiero e c'è amore. Chi dà il pensiero e l'amore se non una persona che pensa ed ama? Perché su questo si deve essere d'accordo: solo le persone possono pensare ed amare.
A questo punto ho invitato i ragazzi a mandare un compagno qualunque che si prestasse come esempio di «meraviglia». Tanto per stare nell'ambito del caso, hanno fatto la conta. L’alunno cui è toccato in sorte di portarsi in mezzo all'aula è diventato tema di una elementare e divertente lezione di anatomia. Si è parlato degli occhi e della vista, degli orecchi e dell'udito, della bocca e della parola. Altro che un ramoscello di cedro! I ragazzi osservavano il loro compagno come se lo vedessero la prima volta. Poi li ho invitati a portare qualcosa che avesse un po' di meraviglia... Potevano anche scrivere o anche parlare di meraviglie che ci circondano, perché la lezione successiva dovevano costruirla loro.


L’arancia.
D.L. ha preso un’arancia.
Prima ci ha fatto vedere il colore e la forma; poi l’ha sbucciata; le bucce ce le ha fatte annusare. Poi l’ha divisa e ci è toccato uno spicchio per uno. I semi non l’abbiamo sputati; lui li ha presi in mano e ci ha detto che tutti gli scienziati del mondo non potrebbero fare un seme di arancio. Ma neanche un chicco d’orzo!

Il gatto.
Io ci ho un bel gatto tigrato.
E’giovane e gli garba ruzzare.
Per me è una meraviglia. L’avrei portato in classe ma lui, della gente che non conosce, non si fida. Ora è capace che è lì sull’uscio che mi aspetta.

Il tartufo e la ghianda.
Qui, con i tartufi, c’è gente che fa qualche quatrinello. Il mio babbo dice che anche quello è una meraviglia, però non me lo da per portarlo a scuola. Allora ho portato una ghianda: vuol dire che invece del tartufo parleremo della ghianda!


Alcuni mesi fa gli alunni dell' allora Classe Quarta elementare di San Miniato si sono recati in visita alla Pieve di Corazzano. Al rientro essi hanno espresso il proprio entusiasmo ed i propri sentimenti attraverso produzioni descrittive e poetiche, alcune delle quali riportiamo di seguito.

Visita alla Pieve di Corazzano

Nel cuore della campagna, nascosta tra la silenziosa vegetazione, giace un tesoro medievale. La pieve di San Giovanni in Corazzano è un reperto storico non noto a tutti. Si trova su di una piccola e verdeggiante collinetta avvolta dal silenzio. A me la pieve è sembrata molto graziosa, tutta fatta di mattoncini rossi, affiancata ad uno stupendo campanile, anch'esso di mattoni, e lì vicino un maestoso pino.
Siamo arrivati e, nell'attesa che arrivasse don Marrucci (la nostra guida), ci siamo seduti a mangiare uno spuntino. Mi sono sentita benissimo: l'aria era fresca e profumata d'erba e c'era un silenzio pacifico. Io mi sono quasi addormentata.
Quando è arrivato don Marrucci siamo potuti entrare nella pieve grazie ad una stupenda chiave in stile medioevale veramente grande.
La porta, anche quella ricostruita con lo stile medioevale, era veramente stupenda con uno strano marchingegno che serviva da sicura.
Davanti a noi l'interno di una chiesina, semplice ma molto bella. Come in tutte le chiese, davanti a noi c'erano delle panche di legno, più avanti abbiamo potuto vedere un leggio di legno. Dietro giaceva l'altare, più antico, fatto di pietra, e ancora più indietro, c'era il presbiterio. Il pavimento era fatto di mattoni e la pieve sarebbe stata molto bella se all'interno, invece del finto marmo, le pareti fossero state di mattoni come all'esterno.
Don Marrucci ci ha mostrato un bastone come quelli che avevano i pellegrini che viaggiavano per la Via Francigena. Era un bastone con una zucca attaccata che serviva da contenitore per l'acqua, e inoltre serviva per vedere grossolanamente che ore erano, grazie alla luce del sole. Le pievi erano anche un punto di riferimento perchè l'abside era rivolta ad est.
Questa gita mi ha molto interessata e la pieve mi è piaciuta moltissimo.

Teresa

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Il pino gigante

Accanto alla pieve,
il pino gigante
sorveglia, sorveglia, grosso e galante
e niente gli sfugge
nenache un uccellino,
che sopra il suo tenero ramo
schiaccia un pisolino.

Rachele

 

La Pieve

Andammo alla pieve
dove non c'era neve,
ma odor di primavera
che la chiesa sembrò più vera.
Piena di luce,
che senza voce
urlava!

Paola

 

La Pieve

C'è, a Corazzano,
una pieve immersa nel silenzio.
Un grande pino la corteggia
e, con il vento, l'imponente ondeggia.
è una favola una favola in collina!

Marta