NARRATIVA
Novelle per addormentare il bambino ...o anche
per svegliarlo

La
novella di Nocciolino
In
una casettina bellina bellina, tutta attorniata da giùggioli
e nocciòli viveva un bambino che avrà avuto, sì
e no, quattr'o cinqu'anni. Di nome si chiamava Nocciolino.
O non gli nacque dalla sua gatta bigia un gattino tutto bianco
con una toppa nera proprio sull'occhio?
Càpita una signora che aveva una
villa in cima alla collina e gli fa: "Bellino codesto gattino
con la toppa sull'occhio! Me lo dai a me? Gli metto un fiocchettino
rosso intorno al collo ". Nocciolino rispose: " E
a me che me n'importa? ". Ma la sua nonna, che aveva sentito
tutto, chiamò a parte Nocciolino e gli disse: "
Bisogna che tu glielo dia. La signora ha tre poderi in campagna
e tre palazzi in città ". E così il gattino
andò a finire in villa.
Passa del tempo; o non gli nacque dalla
canina zoppa un canino vispo con la coda arricciolata? Càpita
la signora e gli fa: " Bellino questo canino con la coda
arricciolata! Me lo dai a me? Gli metto un collarino di pelle
con le borchie ". "E a me che me n'importa?"
Ma la nonna lo chiamò a parte e gli disse: "Bisogna
che tu glielo dia. La signora ha tre poderi in campagna e tre
palazzi in città ". E anche il canino andò
a finire in villa.
Passa del tempo ed ecco che la sua capra
gli fa un caprettino che aveva il colore di un chicco di grano
maturo. Lo viene a sapere la signora, si presenta e dice: "
Bellino questo caprettino che ha il colore di un chicco di grano
maturo! Me lo dai a me? Gli metto due anellini d'argento lavorato
alle corna ". " E a me che me n'importa? ". Ma
la sua nonna chiamò Nocciolino e gli disse: " O
Nocciolino,. te l'ho già detto che la signora ha tre
poderi in campagna e tre palazzi in città. Il caprettino,
bisogna darglielo ". E così Nocciolino rimase senza.
Rimase senza e allora non poteva fare
a meno di andare in cima alla collina per veder come si trovavano
questi animalini. Il gatto era in una stanza dietro una tenda
ricamata; il canino si trovava in un recinto con la rete di
ferro e la capra in un recinto fatto con stecche di legno. Il
gatto aveva un fiocchettino attorno al collo; il canino aveva
un collarino con le borchie e il caprettino aveva due anellini
d'argento infilati nei corni; ma tutt'e tre pareva che gli dicessero:
" Portaci via! Portaci via! ".
All'improvviso eccoti arrivare la signora
che andava a galoppo sulla sua cavalla; dietro veniva un puledrino
brizzolato. Allora Nocciolino fece: " Bellino questo cavallino
brizzolato! Me lo dai a me? ". " Non te lo posso dare.
", gli disse la signora, "Lo sai o non lo sai che
ho tre poderi in campagna e tre palazzi in città? ".
" E allora rivoglio il gatto, il cane, e il capretto! ",
fece Nocciolino. Ma la signora gli disse: " Ormai sono
qui; ho messo un nome a ognuno di loro e loro conoscono me ".
Gli animali guardarono Nocciolino e pareva gli dicessero: "
Rispondigli! Rispondigli!". E Nocciolino rispose: "
Ah si, eh? Ora te lo fo vedere io!".
Fece un fischio e s'avviò verso
casa. A sentire questo fischio, il capretto dette una gran capocciata
al chiavaccino, spalancò l'uscettino e gli andò
dietro. Il cane saltò la rete e andò dietro alla
capra; il gatto sbranò la tenda ricamata e andò
dietro al cane.
E così il gattino col suo fiocchettino rosso, il canino
con il collarino di pelle, e il capretto con gli anellini d'argento
sulle corna ritornarono con Nocciolino nella casettina circondata
da giùggioli e nocciòli. E da allora in avanti
nessuno si azzardò più a richiederli a Nocciolino
perché stavano bene con lui. Tanto lui non glieli avrebbe
dati mai e poi mai!
L.M.