Prima di conoscerla, lui
era solo, triste e pensieroso.
La Parola era invece allegra, brillante e, soprattutto quando
ai trovava con le amiche, delle quali
amava molto la compagnia, dimostrava la sua esuberanza,
così chiassosa da sembrare superficiale.
Così diversi, credettero di essere fatti l’uno
per l’altra.
Si conobbero e si amarono. Dalla loro unione nacque una
bella bambina: La Preghiera.
L.M.
Il sogno e la realtà
Il Sogno incontrò
la Realtà, che era ancora un ragazzo. Se non fosse
stato che era un povero orfano, i
suoi genitori si sarebbero opposti a questo matrimonio.
La Realtà era una ragazza molto concreta, sicura
di sé, certamente più matura di lui, anche
perché dimostrava abbastanza gli annetti che aveva
in più. Per giunta, lui era povero in canna e lei
apparteneva ad una famiglia molto agiata.
Così diversi, credettero di essere fatti l’uno
per l’altra. Si conobbero e si amarono. Dalla loro
unione
non nacque né un bambino, né una bambina.
La Realtà, bisogna dirlo, era sterile e la sua
pena maggiore era di non poter dare a Sogno, che era molto
bello, un figlio che gli assomigliasse.
L.M.
Come il silenzio rimase solo
Il Silenzio
e la Parola erano veramente felici perché si volevano
bene, sebbene fossero poveri e durassero fatica a mettere
insieme il pranzo con la cena. Due anni erano come volati
ed ecco un’altra bambina: La Poesia. La madre ebbe
appena il tempo di guardarla che morì.
Insomma fu nel dare alla luce la Poesia che la Parola
spirò nelle braccia del Silenzio.
L.M.
La sorte delle due sorelle
A questo punto
fu proprio la moglie di Sogno che chiese di allevare e di
adottare questa bambina.
Silenzio, naturalmente, non rispose, ma, siccome chi tace
acconsente, si capì bene che era
d’accordo.
La Poesia si trovò assai bene con i nuovi genitori
e si affezionò particolarmente a Sogno.
Nella povera casa del Silenzio rimase, più sola di
prima, una bambina scalza e ignuda che nessuno
guardava: La Preghiera.
Siccome nessuno la voleva, la prese Dio. Dicono che fosse
molto felice di raggiungere sua madre.