Costanti e variabili

Costante, conformandoci al suo significato originario, è ciò che rimane fisso; variabile è ciò che è suscettibile di variazione. Nel primo caso si evidenzia l’aspetto statico di una funzione, mentre nel secondo caso, l’aspetto dinamico, che è anche la differenza tra essere e divenire. In matematica pura costante denota un carattere quantitativo e può essere esemplificato con la formula di π (pi Greco) conosciuta come la “costante di Archimede” e con la formula  (radice quadrata di 2), conosciuta come “costante di Pitagora”. In logica matematica, una disciplina che si propone di ricomporre il discorso logico riconducendolo alle leggi della matematica, introduce simboli in cui è possibile identificare i termini della proposizione e le proposizioni nel ragionamento.
Carlo, Mario, Livio, assunti come soggetti identificabili di una proposizione, sono rappresentati dalle lettere minuscole “a”, “b”; in questo caso, “a” e “b” sono le costanti. Possiamo esprimerli con le varianti “x” e “y” (equivalenti a Tizio e a Sempronio; quidam in latino). “x” sta a evidenziare l’aspetto dinamico in quanto può divenire chiunque.
Passando alle proposizioni, la logica matematica esprime la costanti di un ragionamento con le lettere “A” “B”che possono corrispondere alla proposizioni seguenti: se l’arciere è bravo, colpisce il bersaglio traducibile nella formulazione se “p” allora “q”.