Questa
bambina era nata in una povera casa esposta a tutti i venti.
Nella stagione invernale la mamma, non sapendo come ripararla
dal freddo, la metteva sul labbro del forno dato che ogni
settimana faceva il pane. Man mano che il forno raffreddava
la madre metteva questa figliolina sempre più dentro
insieme ad una catinella d’acqua per dare un po’
d’umidità a questo forno. Bisognava vedere
come questa bambina ci stava volentieri incantata a guardare
la grande volta di mattoni.
Con il passare del tempo diventò sempre più
bella e le sue manine presero proprio il colore di certi
biscottini di una marca che non si dice perché, sennò,
si farebbe pubblicità.
Quando fu grande si fece suora e le furono affidati i bambini
dell’asilo.
Le mamme erano molto contente di lei e tutte dicevano:
“E’ buona, è buona come il pane!”.
I bambini nell’abbracciarla l’annusavano e erano
convinti di sentire l’odore di un pane appena sfornato.
Una volta le dissero: “E’vero, tu sei buona
proprio come il pane”.
E lei rispose: “Per forza: mi hanno messo in forno!”